Puppeteer: tutto il meglio di Oriente e Occidente

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Puppeteer: tutto il meglio di Oriente e Occidente

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Nell’intervista dietro le quinte su Puppeteer della settimana scorsa, abbiamo parlato con il creatore del gioco Gavin Moore dell’origine del titolo e gli abbiamo strappato informazioni preziose su cosa serve per creare un grande gioco per bambini. Nella seconda parte dell’intervista, Gavin ci ha parlato della grandezza del gioco, delle sue radici che affondano nei classici platform di un tempo e di ciò che il team di sviluppo vivace e multiculturale ha apportato al progetto.

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Continua a leggere per saperne di più sull’accattivante platform di SCE Japan Studio e non perderti gli aggiornamenti di sviluppo scritti da Gavin in persona, la settimana prossima.

Allora, Puppeteer è un titolo giapponese o un titolo occidentale?

Gavin Moore: è una domanda interessante. Ho assistito a discussioni in ufficio a proposito di questo: “è occidentale”, “no, è giapponese” e così via. Gli occidentali tendono a considerarlo giapponese e i giapponesi – Occidentale. Io penso sia solo un gioco e che questi discorsi non abbiano alcuna importanza!

Ma potremmo dire che si trova nel mezzo delle due culture. La maggior parte del team – circa il 95% – è composta da giapponesi. Ma ovviamente, in qualità di direttore responsabile e con tutta la mia inglesità, ho introdotto molte componenti aliene alla loro cultura, che amo e da cui a mia volta sono stato profondamente influenzato. Il mix che ne è risultato è questo prodotto che si trova a metà tra due mondi.

Sono sicuro che il gioco sarà un successo in Occidente, ma avrà anche dei fan sfegatati in Giappone che sapranno comprenderlo davvero.

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Una critica frequente ai platform è che non offrono lo stesso rapporto qualità/prezzo delle avventure complete in 3D. Quanto è grande Puppeteer?

Gavin Moore: Per finirlo, servono almeno 15 ore. E questo è possibile solo giocando di corsa, senza cercare gli oggetti segreti e senza aver trovato tutte le teste.

Quante sono le teste da trovare, in totale?

Gavin Moore: Tantissime! Diciamo che è un numero a tre cifre.

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Hai delle preferenze?

Gavin Moore: Hmmm… sì, due, in effetti. Mi piacciono la Rocket Head e la Revolver Head.

Oggigiorno non ci sono molti platform a scorrimento laterale dal budget stellare. Come mai hai scelto questo genere?

Gavin Moore: È una forma d’arte che noi creatori di giochi abbiamo un po’ dimenticato. Ho amato e ho giocato ai platform sin da quando ero bambino. Non appena abbiamo fatto il salto al 3D con PS1, tutti volevano che i personaggi corressero verso lo schermo. Abbiamo lasciato il 2D da parte.

Ma se amate i giochi, dovreste provare a mettere le mani su tutto e provare tutto. So che le persone hanno un budget ridotto ora, ma se questo è il vostro vero hobby è meglio non indossare un paraocchi e provare ogni cosa. Presto sarà disponibile una demo che potrete scaricare per decidere se si tratta di un titolo che può piacervi.

Quali platform vintage hanno influenzato il gioco in maniera più diretta?

Gavin Moore: Tutti lo riallacciano a Dynamite Headdy. Io sono grande fan di Mario sin dall’inizio e ho passato l’infanzia a giocare a questi titoli. E ho sempre amato gli sparatutto 2D a scorrimento laterale. Ricordi Parodius di Konami? Con tutti quei personaggi stranissimi? Potevi essere un omino su una tavola da surf che sparava siringhe contro ballerine di can-can, gatti pirata e barche di pinguini e così via. Ecco, per capire cosa è Puppeteer bisogna tenere a mente questo e Dynamite Headdy. Dall’unione di questi due titoli nasce Puppeteer.

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