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Perché i fan di Until Dawn dovrebbero essere in trepidazione per Man of Medan

Nuovi dettagli sull'ambizioso ritorno all'horror narrativo di Supermassive Games

Until Dawn, tributo al genere teen-horror, sin dal suo lancio nel 2015 ha radunato schiere di fan, grazie alla sua struttura narrativa ramificata, agli indimenticabili personaggi e a momenti spaventosi brutali ed efficaci.

Da allora, lo sviluppatore Supermassive si è riaffacciato al genere horror in due occasioni, con gli spin-off Until Dawn: Rush of Blood e The Inpatient, prequel per PS VR. Ma ora, con Man of Medan, prossimo al lancio, ci si aspetta un ritorno in grande stile al genere.

Il concept di Until Dawn è stato preso a modello, esplorando alcune nuove e interessanti direzioni: Man of Medan si preannuncia essere un perfetto successore spirituale dell’acclamatissimo titolo dello studio.

In vista del lancio, previsto per il 30 agosto, abbiamo incontrato Pete Samuels, CEO di Supermassive ed Executive Producer del gioco, per scoprire perché i fan dovrebbero iniziare ad avere l’acquolina in bocca.

1. È il primo di una serie di storie horror autonome e intense

Man of Medan è il primo capitolo di The Dark Pictures Anthology, una serie di giochi horror cinematografici ispirati a leggende ed eventi del mondo reale. Ogni gioco presenta una storia, un’ambientazione e personaggi completamente nuovi, basati sulla stessa formula narrativa ramificata e coinvolgente di Until Dawn.

Man of Medan

“Man of Medan ha luogo nel Pacifico meridionale e vede cinque amici salpare per una vacanza all’insegna delle immersioni”, spiega Samuels.

“Con un fantomatico relitto della Seconda Guerra Mondiale da trovare e tanti party da organizzare sul ponte della nave, il nostro gruppo si prepara a quello che dovrebbe essere il viaggio di una vita. Nel corso della giornata, si scatena una tempesta e il loro viaggio ben presto si trasforma in qualcosa di molto più tetro.

“I giocatori dovrebbero aspettarsi il tipo di tensione e paura che molti associano ad Until Dawn, ma con la trama più ramificata che potessimo concepire. Tutti i personaggi possono vivere o morire!”

2. È coinvolto il team di Until Dawn

Il team di Man of Medan è guidato da alcuni dei talenti responsabili dello sviluppo di Until Dawn, intenzionati a realizzare un gioco all’altezza del loro capolavoro. I fan dell’horror sono in buone mani.

“Oltre metà del team è composto dagli stessi Director di Until Dawn. Siamo anche assistiti da molti degli stessi partner creativi”, conferma Samuels.

3. La narrazione è molto più ramificata e vasta rispetto a quella di Until Dawn

Come in Until Dawn, la struttura narrativa ramificata è la colonna portante del gioco. Tutti i personaggi principali del gioco vivono o muoiono in base alle informazioni scoperte e alle decisioni prese dal giocatore. Ma questa volta, Supermassive si è superata.

“Alcune scene esistono solo su specifici percorsi narrativi ed è possibile avere diverse combinazioni di sopravvissuti prima delle scene finali; inoltre, a volte, si avranno conseguenze più significative e in un certo senso più sorprendenti se si gestiscono le relazione in maniera “errata”. I finali, infine, variano notevolmente a seconda dei percorsi intrapresi”, spiega Samuels.

“Man of Medan è il gioco più ramificato e con più risultati possibili mai creato dal nostro studio”. “Ci sono molti modi di quantificare questo aspetto, e voglio portare un solo esempio a tal proposito”, continua.

“In Until Dawn erano presenti 38 scene di morte per i personaggi e se ne potevano vedere fino a 10 in un’unica run. In Man of Medan ce ne sono 69 e molto probabilmente non ne vedrai più di nove per run. Ciò significa che dovrai completare il gioco almeno nove volte solo per vedere tutte le scene di morte, senza parlare di tutti gli altri possibili eventi di trama”.

4. Non si limita a un singolo sottogenere horror

Se Until Dawn è un chiaro richiamo ai successi teen-slasher degli anni ’80 e ’90, Man of Medan trae ispirazione da una gamma più ampia di influenze horror.

Man of Medan

“In Man of Medan sono certamente presenti alcuni punti in comune con Until Dawn, ma si possono riconoscere anche elementi provenienti dal sottogenere home invasion, dall’horror soprannaturale e persino da quello fantascientifico”, afferma Samuels.

“Crediamo che abbia delle influenze molto più contemporanee e, ovviamente, non è che il primo capitolo di un’antologia. Il secondo, il terzo e il quarto hanno delle influenze piuttosto diverse”.

5. Supermassive ha riunito un altro cast di talenti

Un fattore chiave per il successo di Until Dawn è stato il modo in cui un cast composto da attori di talento è riuscito a veicolare i dialoghi diretti e pungenti del gioco. Tra di loro abbiamo Hayden Panettiere, stella di Heroes, e Rami Malek, prima che recitasse in Mr Robot e Bohemian Rhapsody.

Con Man of Medan, lo studio ha riunito un’altra impressionante selezione di talenti hollywoodiani, tra cui Shawn Ashmore (X-Men, The Following), che interpreta Conrad, e Ayisha Issa (Shadowhunters, Warm Bodies, Immunals), che presta la voce a Fliss.

6. Il gioco sfrutta al massimo l’hardware di PS4

Until Dawn faceva uso del Decima Engine di Guerrilla Games per far risaltare le sue ambientazioni tetre e suggestive, andando a creare un’estetica veramente encomiabile. La veste grafica di Man of Medan è esattamente la stessa.

“Siamo passati ad Unreal Engine e il nostro team ha creato alcuni sistemi e strumenti straordinari che supportano in maniera molto specifica ciò che facciamo e l’aspetto grafico che vogliamo”, spiega Samuels. “Saranno supportati la risoluzione 4K e l’HDR sui sistemi compatibili.”

7. Il giocatore potrà immedesimarsi nei personaggi

Creare un gioco horror veramente spaventoso è un’abilità rara e pochi titoli riescono in questo intento. L’ingrediente segreto di Supermassive? Personaggi credibili in cui immedesimarsi e verso cui provare empatia.

Samuels afferma: “Il nostro tipo di horror è incentrato sulla vulnerabilità dei personaggi a cui i giocatori si affezionano. Personaggi che potrebbero somigliarti in certi aspetti. Non hanno grandi mezzi per difendersi, non sospettano nulla di ciò che sta per accadere e sono terrorizzati come lo saresti tu nelle stesse condizioni”.

Man of Medan

“Questo è ciò che secondo noi rende un horror efficace. Persone verosimili, con relazioni credibili, vittime di circostanze terrorizzanti”.

8. È l’inizio di qualcosa di più grande

Come già detto, Man of Medan è il primo di una serie di titoli horror, chiamata The Dark Pictures Antology. Non si tratterà di una saga a episodi: ogni titolo sarà una storia a sé stante, ma tutte si svolgono all’interno dello stesso universo.

“C’è un personaggio che collega i vari capitoli dell’antologia. Si chiama Il Curatore ed è interpretato magistralmente da Pip Torrens”, racconta Samuels.

“Ci siamo ripromessi di produrre due giochi ogni 12 mesi. I primi tre sono già a buon punto, mentre il quarto e il quinto sono abbastanza avanzati dal punto di vista della narrazione. Abbiamo già anche delle idee per il sesto, il settimo e l’ottavo!

Nel corso di questi capitoli, e negli altri che arriveranno con il tempo, ci aspettiamo di coprire ben più dei 39 sottogeneri di horror che abbiamo identificato! Non potremmo essere più entusiasti.”

Man of Medan uscirà su PS4 il 30 agosto. Effettua il pre-ordine oggi stesso e riceverai l’accesso anticipato al Curator’s Cut. Questa modalità, disponibile una volta completato il gioco, include scene giocabili dal punto di vista degli altri personaggi, con scelte e decisioni completamente nuove.

1 Commenti
0 Risposte dell'autore

Urca, Supermassive Games ha proprio l’intenzione di diventare il team di sviluppo di riferimento in ambito horror a giudicare dai propositi per quest’antologia.

L’atmosfera in questo primo titolo sembra essere intrigante e cupa al punto giusto. L’unica cosa che non ho ben capito è se sarà in terza persona o in prima… se fosse quest’ultimo caso, facile pensare che uscirà poi anche una versione per PSVR.

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