Cinque dettagli che abbiamo scoperto parlando con il creatore di Ni No Kuni II: Il Destino di un Regno

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Cinque dettagli che abbiamo scoperto parlando con il creatore di Ni No Kuni II: Il Destino di un Regno

I problemi di un giovane re sono al centro del sequel del GdR di culto in arrivo su PS4

Il prossimo novembre potrete tornare nel mondo di Ni No Kuni in occasione dell’esordio della serie Level-5 su PlayStation 4. Chi ha avuto modo di giocare il primo titolo della serie, Ni No Kuni: La Minaccia della Strega Cinerea, ricorderà sicuramente i suoi punti di forza, come lo splendido impianto grafico e la toccante storia, entrambi ispirati alle opere dello Studio Ghibli, e il mondo fiabesco tutto da esplorare.

La Minaccia della Strega Cinerea poneva al centro della vicenda uno spunto tutto sommato intimista, come il dolore di un bambino che cercava di venire a patti con la morte della madre. Questo nuovo capitolo, ambientato centinaia di anni più tardi e caratterizzato da un cast completamente rinnovato, punta invece su una storia più elaborata e complessa, incentrata su un giovanissimo re che cerca di riprendersi il suo paese dopo un tentativo di colpo di stato.

Per chiarire tutte le implicazioni di questo radicale cambio di rotta e indagare sulle nuove meccaniche di gioco, abbiamo fatto due chiacchiere con l’AD di Level-5, che è anche lo scrittore del gioco, Akihiro Hino.

1. Non è necessario aver giocato il primo capitolo

“La storia principale è nuova e totalmente slegata dal gioco precedente”, ci spiega Hino, parlando della sua volontà di abbattere le barriere narrative che rischiavano di estraniare i giocatori e di offrire nella trama “temi universali”, comuni ai giocatori di ogni latitudine.

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2. è un racconto di formazione umana e politica

“Nel primo Ni No Kuni, la vicenda era narrata dalla prospettiva di un bambino che combatteva per riavere sua madre. Qui lo sguardo sul mondo è quello di un ragazzo che diventa adulto, un racconto di formazione che si riflette anche nell’evoluzione del protagonista in un vero re. Penso ci siano molti elementi che il pubblico più adulto potrà cogliere e apprezzare.”

3. Parte della lotta sarà incentrata sulla ricostruzione del regno 

Oltre alle classiche missioni da GdR e ai combattimenti, dovrete assumervi responsabilità regali in una modalità separata che verrà sbloccata all’incirca a metà del gioco. La ricostruzione del regno, per esempio, partirà dalla ricerca di materiali e personaggi di talento nel corso del viaggio, che andranno usati “nel posto giusto” al fine di donare nuovo prestigio al paese.

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4. Trattandosi di una storia dai risvolti politici, non tutto sarà bianco o nero

“Ciascuno dei regni presenta i suoi problemi e le sue sfide”, spiega Hino. “Dovrete apprendere dai loro re come guidare il vostro popolo”. Le tradizionali lezioni di vita impartite al protagonista in un GdR, insomma, sono state riportate alla scala di responsabilità di un re. E quando tutto è politica, nulla è mai perfettamente chiaro e definito.

“Un esempio pratico è relativo all’idea di tradimento e a cosa significhi nel contesto della costruzione di un regno”, spiega lo scrittore. “La giustizia può essere ottenuta al prezzo del tradimento? Come si pone questa scelta dal punto di vista morale, in termini di giusto e sbagliato? Saranno previste numerose scelte drammatiche come questa nel corso del viaggio tra i cinque regni.”

5. Se avete pensato che La Minaccia della Strega Cinerea fosse splendido, aspettate di vedere Il Destino di un Regno

Non avrebbe senso lavorare a un seguito senza migliorare il primo capitolo. Credo che il passaggio da PS3 a PS4 abbia alzato l’asticella sul piano grafico oltre che su quello delle meccaniche di gioco. È difficile portare esempi specifici, ma migliorare la complessità visiva è stata una sfida enorme, davvero impegnativa.”

I commenti sono chiusi.

2 Commenti

  • Investigaelfo

    2017.

    Annata.

    Incredibile.

  • Dal post sembrerebbe che si tratti di un sequel piuttosto dissociato dal Ni No Kuni originale. L’avvento di un background a tema politico non mi entuasiasma, ma l’art style è ancora una volta fantastico.