La storia di Wolfenstein continua questa settimana su PS3 e PS4

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La storia di Wolfenstein continua questa settimana su PS3 e PS4

Jerk Gustafsson di MachineGames, il team di sviluppo di The New Order, rende omaggio alle origini della serie

Wolfenstein, DOOM e Quake sono i tre giochi che mi hanno aperto non solo le porte del mondo dei videogiochi, ma anche quelle del loro sviluppo. Tutti e tre sono opera della stessa azienda: id Software. Pensate a ciò che queste persone hanno fatto per lo sviluppo dei videogiochi: è assolutamente straordinario! Le software house e i giochi venuti dopo (Unreal, Half-life, Counter-strike, Call of Duty, Halo, ecc.) condividono tutti la stessa origine.

Wolfenstein. Un gioco con cui siamo cresciuti. È incredibile che, oggi, MachineGames sia parte di questa storia. Sarò sincero, Wolfenstein: The New Order non sarà rivoluzionario nello stesso modo in cui lo sono stati i giochi citati. Quel tempo è passato e il divario tecnologico non sarà mai più così evidente. Ma credo che il nostro gioco resti fedele alle sue origini e ai suoi fan, riuscendo allo stesso tempo a far proseguire il percorso dei suoi predecessori nel futuro.

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Wolfenstein: The New Order è qualcosa di più che uno sparatutto tradizionale: è una marcia forzata d’azione e avventura, aspetto importante da sottolineare. Come se rispondessi a mio suocero (il cui padre guidò personalmente un carro armato a Berlino nel 1945), quando mi chiede a cosa sto lavorando: “Oh, è un gioco dove si uccidono nazisti…”. Sarebbe superficiale.

Si tratta di un’avventura non diversa da Dove Osano le Aquile e Bastardi Senza Gloria. Un’esperienza trainata da una storia che si svolge in ambientazioni diverse, con personaggi memorabili e uno stile di gioco atipico per gli sparatutto. C’è tutto ciò di cui un’avventura ha bisogno: dramma, humour e persino amore.

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Qui possiamo dimostrarci innovatori, in un aspetto in cui i videogiochi possono ancora crescere: la narrativa. Qui possiamo eccellere, e credo che continueremo a farlo: grandi storie unite a divertenti esperienze di emozionante combattimento.

Credo sia questo il futuro dei videogiochi.

Se giocherete fino alla fine, come spero, vivrete tutto ciò di cui vi ho parlato: una dichiarazione d’amore preparata con cura, diretta ai nostri amici di id Software e a tutti gli amanti dei videogiochi, e di Wolfenstein in particolare.

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I commenti sono chiusi.

1 Commento

  • Questo gioco più lo vedo, più ne leggo e più m’ispira. Sì lo ammetto, mi interessa e sto cominciando a farci un pensierino. M’intriga soprattutto la componente narrativa che, se di solito negli FPS è banale e limitata, qui appare decisamente con un ruolo più importante e molto stile cinematografico.
    Mi piacciono gli sparattutto con una bella trama, story-driven e lineari… ecco perché questo Wolfenstein mi attira. E poi c’è la giusta miscela tra fantasia, Storia, tecnologia, eccessività alla Tarantino (è lo stesso team di sviluppo a nominare “Bastardi senza gloria” del resto). Per non parlare dell’interessante mix tra vecchio e nuovo: meccaniche old school come l’energia che non si rigenera se non per mezzo di medikit, il giubbotto anti-proiettile, rispettivamente l’approccio diversificato a disposizione del giocatore che può decidere di agire in modo “stealth” o a tutto frag che rappresenta decisamente una componente più moderna.
    Peccato notare che non ci sia tutto questo grande hype verso questo progetto perché onestamente mi pare meritevole di attenzione, anche per coloro che non amano particolarmente il genere FPS. Anzi, già che ci sono, forse sarebbe il caso di valutare la possibilità di portare sullo store i vecchi capitoli (specie Return to Castle Wolfenstein PS2). La mia paura è proprio il fatto che non avendo giocato i predecessori, io possa perdermi alcuni dettagli di storia e contorno. In teoria è un reboot però…