In arrivo il Blu-ray di “Le Cronache di Narnia: Il Principe Caspian”

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Il 3 Dicembre “Le Cronache di Narnia: Il Principe Caspian”, dopo aver spopolato al cinema, uscirà finalmente in DVD e in Blu-ray, per la gioia di tutti gli appassionati di C.S. Lewis e degli ormai numerosi fan di questo genere. Per l’occasione abbiamo pensato di porre alcune domande al regista del film Andrew Adamson, tra cui le ragioni che lo spingono a  cedere il posto di regista nel prossimo capitolo della saga.

Dunque ecco le sue risposte, in esclusiva per il Blog Playstation.

 

 

ANDREW ADAMSON REGISTA DI LE CRONACHE DI NARNIA: IL PRINCIPE CASPIAN

DOMANDA: Allora, come è stato riportare il magico mondo di Narnia sugli schermi, per la seconda volta, con le avventure del Principe Caspian?

 

ANDREW ADAMSON: È naturale pensare che dovrebbe essere più facile la seconda volta, certamente ero più sicuro di me e avevo più esperienza rispetto alla prima, e questo mi ha permesso di non commettere gli stessi errori del primo episodio dettati da un approccio troppo ingenuo. Per questo secondo capitolo, invece, alcuni problemi già li conoscevo, anche se a volte è stato inevitabile ripeterli. Allo stesso tempo però penso che per crescere sia necessario porsi degli obiettivi che ti mettano alla prova, in termini di spessore della storia, di personaggi, del numero delle location e delle diverse aree geografiche, dei molteplici aspetti visivi e della difficoltà nel programmare tutte queste variabili e fattori. Alla fine, quindi, è stato tutto molto più complesso di quello che si poteva immaginare.

 

DOMANDA: Tutti i tuoi personaggi sono un po’ più grandi rispetto ai loro debutti  in “Il Leone, La strega e L’armadio”, come è stato rimettere insieme il giovane cast per questa nuova avventura? È stato più facile considerato che non si trattava più di una cosa nuova?

 

ANDREW ADAMSON:  Sicuramente c’era una certa familiarità che ci ha permesso di entrare nel vivo dell’azione un po’ prima rispetto alla prima volta. Ma il primo giorno sono tutti sempre un po’ nervosi, è comunque il primo, come a scuola. La cosa di cui sono rimasto soddisfatto, stando con tutti questi ragazzi, è che credo di essere riuscito, come avevo promesso ai loro genitori, a rendere questa un’esperienza positiva per tutti loro.

E una delle conferme l’ho avuta proprio quando è uscito l’ultimo film, e il trailer, quando ho cercato di rintracciarli tutti per sapere le loro opinioni al riguardo. Ho lasciato un messaggio per Georgie, lei mi inviato una mail il giorno successivo dicendo non solo di averlo visto, ma anche di quanto fosse orgogliosa di me per un lavoro così ben fatto. E poi è andata avanti a illustarmi di come avesse segnato due punti in un gioco di carte. È stato davvero bellissimo e importante per me vedere che le sue priorità erano rimaste quelle giuste, cosa che per i bambini è fondamentale! E ciò che ho potuto constatare è che sanno ancora cosa mettere al primo posto.

 

DOMANDA: Crede ci possa essere qualche forma di risonanza politica contemporanea nella storia di “Le cronache di Narnia: Principe Caspian?

 

ANDREW ADAMSON: Sicuramente ce ne sono molte, soprattutto in certe situazioni. C.S. Lewis, così come Tolkien, è molto attento all’ambiente, e ciò si palesa attraverso i problemi ambientali presenti nella storia, dove la natura cerca con tutte le sue forze di contrattaccare che è un argomento certamente pertinente ed attuale oggi, se non addirittura di più, rispetto al periodo in cui ha scritto I libri.

Penso che la mitologia sia stata un’ispirazione costante, presente in tutte le sue forme, e di tutte le epoche indistintamente, dalle tradizioni nordiche, a quelle greche, romane, e chi più ne ha più ne metta. Tutta la mitologia narra di condizioni e situazioni che esistono da millenni e che risultano quindi essere attuali adesso come all’epoca in cui sono state scritte le storie, tanto da rendere il racconto estremamente contemporaneo.

 

DOMANDA: Sappiamo che non girerai anche l’ultimo episodio della serie “The Voyage Of The Dawn Treader” come mai questa decisione?

 

ANDREW ADAMSON:  (ridendo) Hai visto il film? Hai visto gli utlimi due film? Hai visto gli ultimi Quattro film? Tra Shrek e Narnia sono stati 11 anni non-stop, ora un po’ di riposo. Ho fatto determinate promesse alla mia famiglia, non solo, ma vorrei riprovare quella sensazione magnifica che ormai ricordo poco, quando, finito il liceo, nel risvegliarmi mi rendevo conto che non avevo più compiti!  Desidererei molto riprovare quella sensazione e poter cominciare il prossimo progetto con la giusta freschezza mentale, e ora pensare solo a non avere impegni per un po’.

 

DOMANDA: C’è anche un po’ di sana comicità nel film. Quanto è stato difficile riuscire a dare e a trovare il giusto equilibrio tra comicità e dramma?

 

ANDREW ADAMSON: Ci sono svariati personaggi nella storia originale che, a mio avviso, potevano essere dei veri soggetti comici, come poi effettivamente erano stati pensati fin dal principio. Viene facile pensare che se Eddie Izzard impersonifica un topo poco più alto di mezzo metro, ci sarà da ridere. Se c’è Peter Dinklage in quasiasi film si ride. Un’altra cosa che ho constatato in occasione del secondo film è che gli spettatori hanno imparato a distinguere i Pevensies,  e quindi si è presentata la concreta possibilità di avere un po’ di comicità, da personaggi per cui avevamo lavorato molto nel film precedente. Penso quindi che anche l’avere questo tempo in più, mi abbia aiutato nell’aggiungere comicità, sapevamo già chi erano e come rapportarci a loro. Lo ritengo un film serio, con un forte messaggio, molta azione, penso che la sua comicità dia quel tocco in più per raggiungere un pubblico più ampio.

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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