Returnal: anteprima di gioco

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Returnal: anteprima di gioco

Platform esplorativo, thriller d'azione, horror psicologico: scopriamo in dettaglio la nuova esclusiva per PS5

Returnal sarà disponibile dal 30 aprile. L’ultima esclusiva per PS5 è il frutto di quattro anni di duro lavoro da parte di Housemarque, studio finlandese che deve la sua fama a sparatutto frenetici come Super Stardust, Nex Machina e Resogun, uno dei titoli di lancio di PS4 più apprezzati. Returnal prende spunto dai punti di forza dei suoi illustri predecessori arcade, come i controlli precisi e le meccaniche intuitive, e li innesta in un’appassionante storia personale ambientata nei meandri oscuri dello spazio siderale. Il risultato è un thriller d’azione fantascientifico in terza persona, senza dubbio il progetto più grande e ambizioso mai realizzato da questo team.

Dopo l’annuncio dello scorso anno, molti di voi sapranno già cosa attendersi. Negli ultimi mesi, Housemarque ha svelato dettagli sui combattimenti e sulla trama. (Se vi siete persi le ultime notizie, nessun problema: le riassumeremo di seguito.) Ora che abbiamo trascorso diverse ore con una versione quasi definitiva del gioco, tuttavia, abbiamo più chiaro come si incastrano tra loro tutti i tasselli del progetto.

Inoltre, possiamo anticiparvi in che modo Housemarque ha sfruttato le funzionalità uniche di PlayStation 5 per il suo clamoroso debutto nella nuova generazione.

Un segnale di provenienza ignota attira su un pianeta sconosciuto l’astronauta Selene, un’esploratrice greco-americana dell’agenzia ASTRA. L’approdo su Atropo non è dei più felici. La sua astronave Helios si schianta sulla superficie del pianeta dopo un incidente in fascia medio-orbitale. Questa sequenza offre un assaggio delle straordinarie possibilità offerte dal feedback aptico del DualSense: il controller trasmette ai polpastrelli tutte le sfumature del terrificante impatto al suolo. Quando lo scafo fiammeggiante di Helios attraversa come un missile lo schermo della TV, il brivido di quella corsa sfrenata si insinua letteralmente sotto la pelle.  

Con l’astronave ormai distrutta, ma la tuta ancora integra e in grado di recepire il segnale misterioso, Selene si dedica all’esplorazione del pianeta armata soltanto di una pistola e della sua tenacia da scienziata. A separarla dall’origine della trasmissione, tuttavia, troverà ad attenderla svariati biomi, ciascuno composto da un dedalo di aree interconnesse. Il panorama alieno è disseminato di rovine risalenti a una civiltà estinta e popolato da creature estremamente aggressive. Per Selene, l’unica speranza di salvezza consiste nello sfruttare i reperti alieni nella lotta contro la fauna locale. Alla prima sconfitta, tuttavia, scopre le due leggi ineludibili di Atropo: il suo corpo torna sempre in vita presso il relitto dell’astronave, mentre il mondo circostante si rimodella da zero. 

Un grande esempio di trigger adattivi del controller DualSense all’opera: L2 si blocca a metà quando viene premuto per uno zoom su Focus Aim (questo evidenzia anche i punti deboli dei nemici in rosso). Premendo completamente verso il basso si attiva la modalità alt-fire della tua arma. È possibile monitorare il cooldown dell’alt-fire con l’HUD e tenere un orecchio fuori per un ping audio specifico che suona quando la ricarica è completa. Ma c’è un dettaglio interessante che è specifico del controller DualSense: se tieni il grilletto premuto dopo la scarica, sentirai una vibrazione di basso livello che aumenterà costantemente di intensità, in corrispondenza del ciclo di ricarica dell’arma.

La generazione procedurale e la natura “roguelike” di Returnal si riflettono tanto sulle meccaniche di gioco quanto sulla narrazione. Ciascun ciclo rimescola le aree dei biomi e gli elementi al loro interno. Questa componente di imprevedibilità, sottolineata da una colonna sonora minacciosa e inquietante, rende l’esplorazione sempre nuova e pericolosa, indipendentemente dal numero di cicli vissuti nei panni di Selen.

Giusto, parliamo di lei.

L’esploratrice ASTRA non è un marine spaziale dal grilletto facile. Il suo approccio è riflessivo piuttosto che aggressivo, la sintesi perfetta tra la mentalità della scienziata e la caparbietà dell’esploratrice. Ma è pur sempre umana. La sua maschera imperscrutabile inizia pian piano a sciogliersi, un’evoluzione resa perfettamente dall’interpretazione di Jane Perry. L’incertezza si insinua progressivamente tra le righe dei suoi resoconti analitici, un disagio che aumenta con la scoperta di messaggi audio registrati da un’altra sé stessa (del passato o del futuro?) che accennano ai pericoli venturi con toni sempre più confusi.

Sul campo di battaglia, Selene è un fulmine. Esegue scatti repentini per superare i baratri e attraversare indenne i proiettili nemici. L’interfaccia radiale indica con colori differenti la direzione e la vicinanza delle minacce nemiche. Da preda, può diventare predatrice. Nelle prime fasi del gioco ottiene una spada e un rampino che ampliano le sue opzioni di attacco e di movimento. L’ampia gittata del rampino, in particolare, le consente di proiettarsi velocemente a grande distanza.

I danni inflitti senza subire ferite incrementano la produzione di adrenalina, la cui crescita è scandita da cinque livelli, ciascuno dei quali sblocca un bonus specifico, come il potenziamento delle armi, l’evidenziazione dei bersagli o il miglioramento degli attacchi in mischia. Al primo colpo incassato, tuttavia, perderete tutto… Di fatto, si tratta di un incentivo a giocare con stile ed efficienza.

Le armi hanno munizioni infinite, ma vanno ricaricate manualmente con il grilletto. Premendolo al momento giusto, la ricarica è immediata e fornisce un bonus ai danni (il “sovraccarico”). In caso di errore, l’arma si inceppa. Ogni risorsa dell’arsenale possiede un fuoco secondario e un’abilità extra sbloccabile eliminando un certo numero di nemici. Entrambi sono disponibili in un ampio numero di varianti, le cui combinazioni danno vita a tantissime armi diverse.

L’angolo inferiore sinistro dell’interfaccia ospita la barra dell’integrità della tuta (lo stato di salute) e la barra della competenza con le armi. L’integrità può essere ripristinata o incrementata raccogliendo oggetti. La competenza influisce sulla potenza delle armi rilasciate dai nemici o trovate nei forzieri. Anche questo parametro è migliorabile con gli oggetti. L’arsenale include armi da fuoco standard, come pistole o fucili, e modelli di ispirazione aliena. La fauce tonante, per esempio, proietta un fluido corrosivo che infligge danni nel tempo. Qui l’audio ha un ruolo fondamentale: i colpi riecheggiano tra le vallate e assordano nei cunicoli più angusti. Una curiosità… I riverberi sono calcolati in tempo reale con l’uso combinato di audio 3D e ray casting, che li modifica dinamicamente in base alla posizione del giocatore.

Quanto descritto finora è la base su cui poggiano diversi sistemi di gioco che interagiscono tra loro per rendere più interessante ciascun ciclo. I reperti forniscono bonus che si esauriscono al termine della partita in corso, come un incremento dei danni inflitti ai bersagli feriti o un effetto rallentatore durante il fuoco secondario. I consumabili sono oggetti monouso istantanei, come kit medici o scudi. I parassiti sono organismi viventi che entrano in simbiosi con la tuta. Incarnano alla perfezione la natura duplice dei modificatori di Returnal, i cui vantaggi sono sempre controbilanciati da rischi o malus. Possono incrementare le statistiche delle armi, per esempio, ma dimezzare i danni in mischia. Esiste poi un dispositivo alieno che rimuove tutti i parassiti in cambio di una certa somma di oboliti, la valuta di gioco rilasciata dai nemici uccisi e presente nel terreno sotto forma di rocce gialle luminescenti.

Sarete sistematicamente accerchiati, ma la velocità dell’azione e la solidità delle sue dinamiche rendono ogni scontro un’esperienza unica e appagante.

Ogni area del gioco è popolata da specie aliene tanto ostili quanto diversificate. Dovrete difendervi da quadrupedi tentacolari, giganti bipedi, creature volanti, colossi corazzati… ciascuno con parametri di aggressività e attacco

che vengono scalati affinché, qualunque sia il loro numero o la loro composizione, risulti sempre possibile sconfiggerli con la giusta dose di reattività e arguzia. Preparatevi, perché molti di loro vi sommergeranno di proiettili. A tratti si sfiora l’effetto “inferno di proiettili” dei vecchi sparatutto, ma la colorazione accesa dei colpi rende sempre leggibile l’azione. Qui si rivela prezioso l’audio 3D del gioco, che aiuta a localizzare con precisione i nemici circostanti. Si nota soprattutto usando le cuffie wireless PULSE 3D per PS5. In un’occasione, abbiamo sentito un nemico avvicinarsi alle spalle e siamo riusciti a girarci ed eliminarlo prima che si avventasse su Selene.

Il pedigree arcade, del resto, è evidente. I comandi sono perfetti. Attacchi e movimenti risultano sempre affidabili e puntuali, tanto nelle battaglie più affollate quanto nell’esplorazione.


Returnal include sfide giornaliere con classifiche online. Sono accessibili da Helios e richiedono di raggiungere determinati obiettivi con un’arma specifica. Avrete a disposizione una sola vita per puntare alla vetta del mondo. (Non c’è bisogno di PlayStation Plus per parteciparvi).

Sebbene gli scontri non manchino, Returnal dedica ampio spazio anche alla componente platform ed esplorativa. Detto altrimenti, non aspettatevi una banale successione di arene di combattimento tutte uguali tra loro. Ciascun livello presenta una conformazione differente dal precedente, con ampie possibilità di esplorazione. Per la maggior parte dell’avventura, almeno due terzi della schermata sono occupati dall’ambiente circostante. Da una parte è una scelta pratica, dettata dalla volontà di rendere visibile la posizione dei nemici, ma consente anche di apprezzare l’imponenza dell’architettura aliena. L’atmosfera è arricchita da piccoli dettagli che esulano dal combattimento. I versi della fauna che si levano in lontananza; l’erba che ondeggia al vento, una delle poche forme di vita non ostili del pianeta; le macchie di fango che si accumulano sulla tuta di Selene; il ticchettio ritmico della pioggia, reso tattile dal feedback aptico del DualSense.

Ogni porta si apre su scenari inaspettati, da sentieri angusti a strutture svettanti, passando per gallerie impervie o ponti distrutti. Ovunque, catacombe nascoste e stanze secondarie. Vi imbatterete spesso in trappole e dispositivi alieni interattivi, ciascuno attivabile con oggetti specifici. I fabbricatori consentono di produrre oggetti, mentre il ricostruttore rianima Selene dalla morte, concedendole la chance di proseguire il ciclo in corso senza perdere l’equipaggiamento. Le zone inaccessibili vi tormenteranno finché non otterrete il potenziamento necessario per raggiungerle. In questo senso, il gioco si limita a indicare la direzione verso cui procedere, lasciando piena libertà di dedicarsi o meno all’esplorazione. La perlustrazione dell’ambiente consente di potenziare l’equipaggiamento, sbloccare sezioni precedentemente chiuse e approfondire la storia della civiltà estinta di Atropo. Tuttavia, nulla impedisce di concentrarsi sul combattimento, rinunciando alla ricerca di ulteriori aiuti. La scelta è vostra.

La minimappa (disattivabile dalle opzioni, come il resto dell’interfaccia) indica i punti di interesse: percorso principale, stanze secondarie e battaglie contro i boss minori. Icone specifiche segnalano i collezionabili. In alcuni casi, recuperarli equivale a risolvere un piccolo enigma.

Ogni bioma è differente dall’altro, nell’estetica e nel tipo di pericoli e creature che lo popolano. Più avanti nel gioco, tuttavia, si diffonderanno versioni “potenziate” di ciascun nemico anche negli altri scenari. La progressione non è lineare. Ogni livello è presidiato da un boss, che una volta sconfitto non dovrà più essere affrontato nei cicli successivi. Sono presenti anche scorciatoie che consentono di raggiungere velocemente altri biomi. Qui è l’unità SSD di PS5 a fare la differenza, perché viaggiare al capo opposto di Atropo è immediato quanto varcare una porta. La rigenerazione di Selene è altrettanto veloce. L’attesa tra il game over e il risveglio su Helios è di pochi secondi.   

Platform esplorativo, thriller d’azione, horror psicologico: Returnal stupisce per l’eleganza e la naturalezza con cui coniuga le sue diverse nature. E ci sarebbe ancora molto altro da dire. Tuttavia, certe esperienze vanno vissute di persona. Per fortuna, l’attesa non sarà lunga: tra 29 giorni potrete schiantarvi su Atropo per tentare di rompere il cerchio.

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