Dead by Daylight: progettando The Dredge

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Dead by Daylight: progettando The Dredge

Una conversazione con il capo progettista di Dead by Daylight sul suo killer che si teletrasporta e crea l'oscurità.

Nel nuovo capitolo di Dead by Daylight, Roots of Dread, il nuovo killer è The Dredge. Composto da una massa informe di arti che si dimenano nell’ombra, The Dredge è una manifestazione dell’oscurità stessa. The Dredge è una figura tanto unica quanto spaventosa, creata con lo scopo preciso di rievocare l’idea del mostro che si nasconde sotto il letto. E sebbene Dead by Daylight sia un gioco horror, trasmettere questa particolare sfumatura di terrore si è rivelata una sfida entusiasmante per il team di progettazione del gioco. 

Per esempio, il suo potere Reign of Darkness avvolge la mappa nell’oscurità, rendendo così il semplice movimento una questione di vita o di morte. Durante questo buio sovrannaturale, la visibilità è estremamente limitata e i sopravvissuti riescono a vedere soltanto ciò che è direttamente di fronte a loro. Questo drastico cambiamento nell’aspetto visivo aggiunge certamente un nuovo ed elettrizzante elemento horror a Dead by Daylight, ma al costo di diverse sfide affrontate in fase di sviluppo.

Salve, oscurità

“Spesso non si considera quest’aspetto, ma una delle prime cose che dobbiamo chiederci è se l’esperienza che desideriamo creare sia effettivamente fattibile da un punto di vista tecnico”, spiega Patrick Harris, capo progettista di Dead by Daylight. “I livelli di illuminazione e visibilità sono una vera sfida tecnica e, quando progettiamo un potere come quello di The Dredge, dobbiamo prendere in considerazione anche questi elementi”. 

 “In questi casi, si crea un dialogo interessante tra tecnici e progettisti. I progettisti dicono vogliamo che l’esperienza sia così, mentre i tecnici dicono fare come dite voi avrà delle conseguenze sulle prestazioni di gioco. Il nostro obiettivo è lavorare insieme per trovare un equilibrio fra le parti”. 

“Durante una partita è difficile avere illuminazione e visibilità dinamiche senza intaccare le prestazioni e attenendosi al contempo al progetto originale. Inoltre, bisogna considerare il feedback che riceviamo dalle nostre sessioni di testing, le quali comprendono vari livelli di abilità e padronanza del gioco”.

“Ammetto di non essere il sopravvissuto più bravo del mondo”, afferma ridendo Patrick. “Quando ho affrontato The Dredge l’oscurità mi ha messo alle strette, soprattutto nelle versioni iniziali. Lo stesso vale per molti sopravvissuti con meno esperienza. D’altro canto, molti giocatori particolarmente abili avevano memorizzato tutte le mappe. Avrebbero potuto trovare i generatori anche bendati”. 

“Dovevamo trovare un equilibrio ideale: il potere avrebbe dovuto spaventare e intimorire i giocatori più abili, senza però scoraggiare del tutto i nuovi arrivati”, prosegue Patrick. “È stata una bella gatta da pelare ed è in questa fase che abbiamo pensato di rendere l’aura di The Dredge visibile nell’oscurità. Così facendo, abbiamo trovato un equilibrio tra i due gruppi di giocatori, preservando comunque il fattore paura. In questo ci è venuto in aiuto anche il terrificante aspetto di The Dredge”.

Armadietti

Questo è solo l’inizio. The Dredge può teletrasportarsi verso qualsiasi armadietto nella mappa, non lasciando così alcuna tregua alle proprie vittime. E se dovesse teletrasportarsi quando un sopravvissuto è nascosto in un armadietto? Alcune cose è meglio lasciarle all’immaginazione.

“Volevamo un killer che saltasse fuori dagli armadietti e terrorizzasse i sopravvissuti”, spiega Patrick. “Qualcosa che sfruttasse a proprio vantaggio persino questo rifugio sicuro. Ci sono tre armadietti in questa stanza, voglio davvero entrare qui? Questo sarà un killer che renderà spaventosi anche gli armadietti”.

I sopravvissuti possono difendersi chiudendo a chiave gli armadietti, ma c’è un problema. “Possono essere chiusi a chiave solo una volta”, spiega Patrick. “Non è detto che correre a chiuderli tutti sia la strategia migliore. Se lo fai all’inizio della partita, The Dredge romperà tutti i lucchetti e ti farà passare un brutto quarto d’ora. Servono calma e sangue freddo”.

Trovare un equilibrio

Dead by Daylight è un gioco multigiocatore asimmetrico dove due squadre devono affrontarsi. Trovare un equilibrio efficace tra killer e sopravvissuti è parte integrante del lavoro del team di progettazione del gioco. Allo stesso tempo, entrambe le squadre possono includere giocatori con livelli di abilità molto diversi, perciò è difficile prevedere come la community reagirà al potenziale competitivo di un killer. 

“Un killer può essere ritenuto particolarmente letale o molto debole. Non puoi sapere come andrà a finire finché la community non lo mette alla prova”, riflette Patrick. “A volte i giocatori scoprono come fare qualcosa a cui non avevi mai pensato. A volte fanno qualcosa che non dovrebbero essere in grado di fare“.Patrick ride.”Molto spesso siamo solo colpiti dalla loro creatività”.

Quando il potere di un killer lascia spazio a qualche trucco mentale, la situazione si fa ancora più interessante, poiché è possibile sfruttare appieno la propria abilità nel gioco in una sfida d’astuzia vecchio stampo. Oltre all’oscurità nella mappa e al teletrasporto negli armadietti, The Dredge possiede un’altra abilità che farà tremare i sopravvissuti: il Remnant. Quando The Dredge carica il proprio potere, crea un Remnant statico. A questo punto il killer ha due opzioni: può teletrasportarsi verso un armadietto o tornare immediatamente dal Remnant. 

Immaginate questo scenario: state inseguendo un sopravvissuto mentre corre verso un armadietto. Siete pronti a tendergli un’imboscata teletrasportandovi verso un armadietto più avanti, perciò caricate il vostro potere e create un Remnant. Dopo qualche secondo, il sopravvissuto capisce il vostro piano e decide di tornare indietro. Al posto di teletrasportarvi verso l’armadietto, potete tornare dal vostro Remnant e riprendere subito l’inseguimento.

“Durante le prime sessioni di testing con The Dredge non avevamo il Remnant”, spiega Patrick. “È stata una delle ultime aggiunte al potere di The Dredge. Ci ha permesso di inserire un ulteriore livello di sfida all’insegna dell’astuzia, rendendo così più interessanti gli inseguimenti. Decisioni così difficili e rapide rendono le partite ancora più entusiasmanti.” 

È chiaro che il team di progettazione non vede l’ora che i giocatori prendano dimestichezza con The Dredge, il cui stile di gioco immersivo e inquietante aggiunge un nuovo tipo di orrore al regno dell’Entità. Quest’armonia tra dinamiche di gioco e personaggio è diventata uno dei pilastri più apprezzati del titolo e Patrick ci tiene a elogiare il lavoro svolto dai progettisti dei killer di Dead by Daylight. “Il progettista che ha lavorato a The Dredge, Janick Neveu, fa parte del team da prima del mio arrivo”, sottolinea Patrick. “È un vero maestro della sua arte. Non voglio prendermi alcun merito per The Dredge: Janick ha fatto un lavoro eccezionale. Tutto il team resta puntualmente sbalordito dai suoi fantastici progetti.”

Incarnate la paura stessa e vestite i panni di The Dredge nel nuovo capitolo di Dead by Daylight, Roots of Dread, disponibile dal 7 giugno.

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