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Fractured Minds, il premiato rompicapo sul tema del disagio mentale, è disponibile da oggi su PS4

La creatrice racconta le sue personali battaglie, che l'hanno ispirata a dare forma al gioco vincitore del premio BAFTA per giovani autori

Mi chiamo Emily Mitchell e sono la creatrice di Fractured Minds, da oggi disponibile su PlayStation 4.

Personalmente, ho sviluppato problemi di disagio mentale sin da giovanissima. E se stai leggendo queste righe, è possibile che tu abbia vissuto simili esperienze o conosca qualcuno che soffre di disturbi del genere. Non credo che quelle sensazioni ti abbandonino mai, per questo siamo tutti chiamati a trovare un modo per affrontarle.

Fractured Minds on PS4

Nel mio caso, mi sono rivolta ai videogiochi, perché sono in grado di generare un reale senso di comunità e solidarietà. Attraverso la passione condivisa per i videogiochi, sono riuscita a crearmi una cerchia molto stretta di amici, con i quali continuiamo a supportarci l’un l’altro in ogni passo della vita.

Durante gli anni della scuola ho dovuto confrontarmi con un grave problema di ansia, che mi attanagliava quando dovevo frequentare le lezioni (persino quelle di informatica). Ma fortunatamente, sin dal primo trimestre ho potuto seguire il corso di programmazione, da cui è sostanzialmente partito il mio viaggio.

Dopo aver lavorato su un piccolo gioco, mia sorella mi ha suggerito di iscrivermi al concorso per giovani autori del BAFTA. In principio ho pensato fosse un’idea sciocca, ma più rimuginavo su questa possibilità, più capivo che mi sarebbe piaciuto moltissimo sviluppare un gioco che illustrasse gli aspetti del disagio mentale. Un gioco in cui ogni livello raccontasse una sfaccettatura di quei disturbi che, da parte mia, conoscevo da molto vicino. Ed è così che Fractured Minds è nato.

Ho impiegato circa nove mesi per realizzare il gioco, considerato che ho dovuto creare personalmente anche tutti i modelli e le texture, lavorando dopo scuola nel mio tempo libero. Alla fine, sono riuscita a iscriverlo al concorso circa 20 minuti prima della scadenza dei termini! Immaginate cosa può aver significato scovare un bug 25 minuti prima della chiusura e pensare… D’accordo, ho cinque minuti per sistemarlo! Senza dubbio, sono stati i cinque minuti più stressanti della mia vita.

Fractured Minds on PS4Fractured Minds on PS4

Poi, il giorno del mio diciassettesimo compleanno, ho saputo che ero entrata nella top ten dei BAFTA Awards e che avrei dovuto partecipare alla cerimonia di premiazione. La situazione cominciava a farsi ansiogena! E ora come faccio?

Il pubblico, le telecamere, le riprese, i premi, il viaggio a Londra, le persone… il panico!

E infatti, la mattina della cerimonia ho avuto un serio attacco di panico alla stazione. Per fortuna, mia sorella era lì con me, e alla fine sono riuscita a giungere a destinazione, anche se ero appena in grado di respirare.

Incredibilmente, ho persino vinto, e il mio giorno peggiore è diventato di colpo il migliore!

Fantastico, no? Anche se, a quel punto, il mio splendido viaggio stava volgendo al termine. E invece… Invece sono stata contattata da Wired Productions, un gruppo attivo nel settore dei videogiochi che stava giustappunto progettando delle iniziative per diffondere la consapevolezza dei problemi di disagio mentale. Volevano usare Fractured Minds per supportare il lancio di “Safe in our World”. E mi è subito sembrata un’eccellente idea. Questo mi ha dato l’opportunità di condividere la mia esperienza con moltissime persone ed è stato veramente entusiasmante!

Fractured Minds on PS4

All’inizio di questo articolo, ho raccontato che i miei amici videogiocatori sono stati fondamentali per aiutarmi ad affrontare l’ansia. Per questo, spero con tutto il cuore che questa iniziativa possa creare consapevolezza, diffondendo la comprensione dei problemi mentali all’interno della comunità dei videogiochi.

Se volete condividere il mio viaggio, giocate Fractured Minds. Acquistando il gioco, supporterete “Safe in out World” e aiuterete altre persone a comprendere che non sono sole.

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1 Commenti
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Davvero bello leggere la storia di questa giovane sviluppatrice e sapere che questo gioco può servire a sensibilizzare su un tema delicato come quello dei disagi mentali legati agli attacchi di panico le fa onore. Progetto da supportare senza indugi secondo me!

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