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Crescono i videogiochi in Italia: la fotografia di AESVI del mercato videoludico nel 2016

Il settore si conferma in buona salute: fatturato in crescita e pubblico di appassionati sempre più ampio e adulto.

AESVI, l’Associazione di categoria che rappresenta l’industria dei videogiochi, ha presentato ieri, in occasione dell’evento “Videogiochi: una passione senza età“, una fotografia del mercato videoludico in Italia nel 2016, elaborata sulla base di dati forniti dalla società di ricerca GfK. L’evento è stato l’occasione per anticipare anche le prime rilevanti novità della settima edizione di Milan Games Week, la più importante manifestazione italiana dedicata al mondo dei videogiochi, che tornerà a Milano da venerdì 29 settembre a domenica 1 ottobre 2017, per la prima volta nel moderno polo di Fiera Milano Rho.

MERCATO E CONSUMATORI IN ITALIA NEL 2016

Secondo i dati presentati ieri, il mercato dei videogiochi in Italia chiude il 2016 in positivo con un giro d’affari di oltre 1 miliardo di euro (1.029.928.287 euro) e un trend positivo dell’8,2% rispetto al 2015. Si registra inoltre un incremento nelle vendite in tutti i segmenti di mercato considerati, come software (+11,9%), console (+2,3%) e accessori (+3,7%). Il software, in crescita dell’11,9% rispetto al 2015, è il segmento di mercato più importante, con un peso del 61,8% sul giro d’affari complessivo del 2016 e un fatturato di oltre seicento milioni di euro (636.908.554 euro).
Sul fronte dei consumatori invece è emerso che sono oltre 25 milioni i videogiocatori sopra i 14 anni (50,2% della popolazione italiana). Un pubblico di appassionati sempre più adulto: 6 videogiocatori su 10 hanno infatti tra i 25 e i 55 anni. E gli over 65 sono più numerosi degli adolescenti: rappresentano il 7,9% dei giocatori, contro la fascia 14-17 che rappresenta il 7,2% del totale. Sul fronte della distribuzione per genere, il coinvolgimento maschile e femminile risulta equivalente: il 50% dei videogiocatori è composto da uomini e il 50% da donne.

 

MILAN GAMES WEEK 2017

Svelate le prime novità per la Milan Games Week 2017 a 141 giorni dal via ufficiale della kermesse promossa da AESVI e organizzata da Campus Fandango Club. Innanzitutto, il cambio di location: la scelta del trasferimento nel polo di Fiera Milano Rho risponde alla volontà di offrire spazi più ampi e contenuti che consentano di vivere un’esperienza sempre più coinvolgente ma anche personalizzata per i diversi target di riferimento in un’area di oltre 35.000 metri quadri (padiglioni 8 e 12).

La manifestazione continuerà a sviluppare i contenuti che l’hanno resa forte in questi anni: dalle anteprime e novità di prodotto ai tornei più appassionanti, dalle sfilate cosplay ai guru del mondo dei videogiochi, dagli Youtuber ai sempre più numerosi studi di sviluppo di videogiochi Made in Italy, dallo spazio dedicato ai più piccoli al retrogaming per più nostalgici. Oltre all’ormai immancabile appuntamento con il palinsesto del Fuori Milan Games Week che animerà la città con eventi di taglio artistico e culturale per un’intera settimana.
Accanto a tutto questo, tra le novità di quest’anno anche tante nuove iniziative per le famiglie che potranno divertirsi con attività pensate per loro! Tra queste ad esempio:

  • Torneo genitori e figli: “Papà, mamma portatemi alla Milan Games Week!” Un torneo aperto a tutti e a cui parteciperanno anche sportivi e vip;
  • Coding lab: “Il videogioco lo crei tu!” Laboratori di coding, in cui grandi e piccoli potranno collaborare alla creazione di un vero e proprio videogioco con cui giocare alla fine del percorso;
  • Le mani in pasta: “I videogiochi non sono mai stati così gustosi!” Laboratori di cucina e cake design a tema videoludico.

Non resta che aspettare settembre continuando a seguire Milan Games Week sui suoi canali ufficiali, il conto alla rovescia per il divertimento è appena cominciato! Continui aggiornamenti e novità sull’evento sul sito milangamesweek.it, sulla pagina Facebook e sul profilo TwitterWelcome to the next level!
#WaitingForMGW17

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Dal 2007 al 2017 ho acquistato un solo titolo digitale (nel 2017). Ho sempre boicottato e boicotterò sempre il digitale per il solo fatto che il software fisico è DECISAMENTE più economico: non solo per le ottime promozioni ma anche per il fatto che posso rivenderlo. Alla peggio qualsiasi titolo lo pago come una spedizione, alla meglio ci guadagno. Considerando i giochi che ho comprato e e che ho venduto ho pagato in media € 3,20 se aggiungiamo anche quelli in mio possesso allora ho pagato in media € 7,04 per gioco. Ditemi quali titolo digitali potrò mai acquistare per meno di sette euro?

Beh, se si sa aspettare e non si ha fretta di giocare subito ad un nuovo titolo appena uscito, allora l’offertona in digitale la si trova. Vuoi un esempio? Darksiders PS3 comprato sullo store a 1,90 franchi. Insomma, a mio avviso anche il digitale può risultare economico se si sanno cogliere le opportunità. Ciò che invece è vero è che in quanto ad appeal e fascino il software fisico resta imbattibile, anche se c’è da dire che ultimamente i publisher s’impegnano sempre meno su quel fronte (vedi libretti d’istruzioni ormai ridotti all’osso, quando ci sono…). È chiaro poi che il fatto di poterci giocare, scambiarlo con gli amici o eventualmente rivenderlo sono tutti vantaggi che un file scaricato non può ovviamente dare. Il boicottaggio comunque è un’arma a doppio taglio, per cui attenzione.

Mi sorprendono molto due dati di quelli qui presentati:

1) fascia degli over 65 più rilevante che quella degli adolescenti (7,9 contro 7,2%)… non riesco a crederci, really :0

2) pubblico femminile e maschile esattamente spezzato a metà… probabilmente vengono contati anche i giochi su mobile a questo punto perché su console non mi pare proprio che sia così la situazione.

2.1

Ho fatto le stesse due considerazioni! Devo dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso soprattutto dalla prima, mi è sempre piaciuta l’idea del gaming senza età, ma non avevo mai avuto i dati alla mano per comprenderne veramente la situazione. Mentre sono anche io scettico sulla seconda, anche se essendo una statistica fondata direi che comunque è una nota molto positiva! Finalmente sta scomparendo il mito delle sale giochi arcade anni 80 dove vedere una ragazza era piú improbabile di un dark souls senza imprecazioni

2.2

A me invece non mi sorprendono nessuno dei due punti in questione!!

Sul punto 1 forse un pò l’ età avrei detto non oltre i 60, ma prendo il mio di esempio lampante (non ho 60 anni 😀 :D) che oggi ho 37 (quasi 38) anni, ebbene ho cominciato a giocare un pò più seriamente dal 2009 acquisto della mia prima console xbox360 che ho davvero sfruttato, prima ho avuto solo per un breve periodo una ps2 alla quale giocavo molto raramente era molto più spenta che accesa, sò di dire un’ eresia ma il mio primo tomb raider è stato undeworld 😀

Fino ai 30 anni infatti ero sempre in giro, al massimo qualche sala giochi ma pensavo a tutt’ altro che a giocare :D, la console era lì tanto per, vi dico solo che il mio primo gioco finito davvero è stato Alan wake, negli ultimi 8 anni ho cominciato a coltivare questa passione e mi ha preso parecchio, dalla 360 sono passato alla ps3 e lì è partito tutto, oggi all’ età di 38 anni suonati gioco e mi diverto quando ne ho il tempo, ma ho iniziato molto tardi ris...

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A me invece non mi sorprendono nessuno dei due punti in questione!!

Sul punto 1 forse un pò l’ età avrei detto non oltre i 60, ma prendo il mio di esempio lampante (non ho 60 anni 😀 :D) che oggi ho 37 (quasi 38) anni, ebbene ho cominciato a giocare un pò più seriamente dal 2009 acquisto della mia prima console xbox360 che ho davvero sfruttato, prima ho avuto solo per un breve periodo una ps2 alla quale giocavo molto raramente era molto più spenta che accesa, sò di dire un’ eresia ma il mio primo tomb raider è stato undeworld 😀

Fino ai 30 anni infatti ero sempre in giro, al massimo qualche sala giochi ma pensavo a tutt’ altro che a giocare :D, la console era lì tanto per, vi dico solo che il mio primo gioco finito davvero è stato Alan wake, negli ultimi 8 anni ho cominciato a coltivare questa passione e mi ha preso parecchio, dalla 360 sono passato alla ps3 e lì è partito tutto, oggi all’ età di 38 anni suonati gioco e mi diverto quando ne ho il tempo, ma ho iniziato molto tardi rispetto per esempio ai miei nipoti che però hanno dalla loro che non hanno avuto le sale giochi che io però amavo più per i flipper e i biliardi che per i giochi, mi ritengo in conclusione un giocatore che ha iniziato tardi e pootrebbe finire tardi di giocare, magari i 65 anni di cui parlano 😀 😀

Sul punto 2, un tempo vedere una donna alle prese con un game era molto raro, ma oggi i giochi sono molto variegati, social e il protagonista non è sempre e solo l’ eroe pompato che spacca tutto, ma spesso un personaggio femminile (e spesso anche piacevoli da vedere per noi maschietti 😀 :D) e i giochi sono molto più cinematografici e adatti a un pubblico molto vasto, senza contare i generi nintendo che davvero sono adatti a tutti senza distinzioni di età e sesso!!