Ecco perché il deserto è il palcoscenico perfetto per il gioco di guida arcade più amato dagli sfasciacarrozze: Flatout 4: Totally Insanity, in uscita la prossima settimana

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Ecco perché il deserto è il palcoscenico perfetto per il gioco di guida arcade più amato dagli sfasciacarrozze: Flatout 4: Totally Insanity, in uscita la prossima settimana

Flatout 4 è ormai in dirittura d’arrivo: il suo creatore racconta i retroscena dei suoi due fantastici tracciati

Ciao, PS Blog!

Sono Alexandre Assier, produttore di Flatout 4: Total Insanity per lo studio francese Kylotonn Games. Sono orgoglioso di potervi offrire un dietro le quinte esclusivo dedicato alla creazione di questa nuova incarnazione di Flatout, che cattura lo spirito dell’originale e lo trasforma in un brutale gioco di guida arcade per PS4. In particolare, vorrei concentrarmi su uno dei miei scenari preferiti del gioco, che a mio parere incarna perfettamente lo spirito “vai dove vuoi, sfascia quello che vuoi” di Flatout 4: il deserto.

All’inizio dello sviluppo, abbiamo tenuto diverse sessioni creative con il team per scegliere gli scenari del nuovo Flatout. E abbiamo cominciato definendo quelli che per noi erano gli elementi chiave della serie: distruzione, humour e tracciati fuori di testa.

A quel punto, la prima e più ovvia location che ci è venuta in mente è stato il deserto degli Stati Uniti. Al di là della riconoscibilità dei panorami, l’azione di Flatout calzava allo scenario come un guanto. Immaginate la scena mentre distruggete una baracca nel deserto al volante di una poderosa muscle car, sparando contemporaneamente una bomba magnetica contro un ignaro inseguitore (magari nella nuovissima modalità Assalto)!

Definita l’ambientazione generale, abbiamo stabilito le diverse aree che i giocatori avrebbero attraversato al suo interno. Chiunque abbia visto le decine di film d’azione ambientate nei deserti americani sa quanto sia falso il luogo comune del deserto pianeggiante e vuoto. Al contrario, il panorama è costellato da una quantità di luoghi chiave dell’immaginario cinematografico, perfetti per fare da sfondo alle nostre gare.

Scenario 1: Canyon

Il primo scenario a cui abbiamo cominciato a lavorare è stato il canyon, delineato in modo vibrante in uno dei nostri primi concept art:

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Creare un tracciato non è questione di abbozzare una linea da un punto A a un punto B e piazzarci in mezzo qualche buon panorama. Bisogna considerare il ritmo della gara, cambiando le carte in tavola tramite la conformazione della pista e gli ostacoli ambientali per tenere i giocatori sempre in allerta.

Il canyon è un perfetto esempio di questa impostazione: a partire da una strada abbandonata, l’intenzione era di creare una gara grondante di spettacolo e tensione. I dislivelli vertiginosi e le curve strette di alcune delle sezioni comunicano un senso di claustrofobia che permetterà solo ai più abili e spericolati di tentare un sorpasso.

Ma come dicevo, la chiave è cambiare le carte in tavola: tra una di queste sezioni e l’altra troverete tratti di pista più aperti, nei quali prosciugare il serbatoio della nitro e schizzare in testa al gruppo prima della successiva, letale strettoia.

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Scenario 2: Città fantasma

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Questo paesino abbandonato è un labirinto di strade, passaggi da esplorare e, considerato che parliamo di Flatout, di strutture da demolire!

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Abbiamo rivisto a più riprese la struttura del deserto, assicurandoci che le diverse aree fossero abbastanza intricate da garantire il ritmo e la differenziazione che volevamo. Come potete vedere dai materiali di sviluppo in basso, ci sono molte possibilità di gioco: il tracciato principale è più un suggerimento che un’imposizione, e andare fuori pista spesso consente non solo di riempire il serbatoio della nitro sfasciando oggetti, ma anche di scoprire utili scorciatoie!)

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Una volta che ha assunto la sua forma definitiva attraverso le sessioni di prova, lo scenario ambientato nel deserto si è ritagliato un posto speciale nei nostri cuori, al punto che lo abbiamo scelto come sfondo del menu principale. In sostanza, è la prima cosa che vedrete lanciando il gioco.

Voglio inoltre sottolineare come su PS4 Pro il gioco offra un livello di dettaglio visivo ancora più elevato, risultando anche più spettacolare!

Speriamo che avrete modo di provare Flatout 4: Total Insanity, e che vi piaccia almeno quanto a noi è piaciuto crearlo!

I commenti sono chiusi.

1 Commento

  • A me pare che la location desertica sia pesantemente influenzata dall’universo di Mad Max. Il gameplay invece sembra decisamente arcade, un po’ in salsa MotorStorm Apocalypse.
    Onestamente questo nuovo capitolo di FlatOut mi dice poco. Il fatto che Bugbear abbia lasciato il timone a Kylotonn (software house non propriamente tra le migliori) si nota nettamente e purtroppo la cosa non promette tanto bene. C’è inoltre da ricordare che questa saga era nata come diretta concorrente di un certo Burnout…