Il GDR strategico Valkyria Revolution sarà disponibile su PS4 e PS Vita nel 2017

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Il GDR strategico Valkyria Revolution sarà disponibile su PS4 e PS Vita nel 2017

L'amatissima serie di Atlus ritorna in primavera

Valkyria Revolution (in precedenza noto come Valkyria Azure Revolution, se conoscete il titolo giapponese) finalmente salperà dalle isole del Giappone per approdare sulle coste americane ed europee nel 2017 per PlayStation 4 e PS Vita!

Alcuni di voi quest’anno hanno già giocato a Valkyria Chronicles Remastered, e magari insieme alla Squadra 7 hanno resistito all’invasione dell’Impero delle Gallie su PS3 nel 2008. Ebbene, preparatevi: la guerra sta per cambiare!

Valkyria Revolution si svolge in un tempo e in un universo alternativi, il che rappresenta una rivoluzione nella serie di Valkyria. Restano chiaramente alcuni elementi comuni: è ancora presente la ragnite, il minerale azzurro dalle proprietà magiche, così come l’antica razza di semidei distruttori nota come Valkyria.

Valkyria

Valkyria Revolution ci mostra come possa bastare una scintilla a scatenare una guerra, assistendo a questa tragica dinamica in prima persona. Cinque amici di lunga data consumati da una vendetta personale sono pronti a gettare un intero continente nel caos e a sacrificare migliaia di vite innocenti per una causa che si regge su un groviglio di mezze verità e palesi bugie. Questo “Circolo dei Cinque” farà uso di tutta la sua influenza in ambito politico e militare per spingere la loro piccola ed economicamente fragile patria a ribellarsi contro gli imperialisti che la opprimono.

Il Circolo dei Cinque passerà alla storia per avere liberato la patria o le loro azioni egoistiche li faranno additare come traditori che hanno sacrificato innumerevoli vite per portare a compimento la loro personale vendetta?

Roba grossa, eh? Questa è la storia che i giocatori si troveranno a vivere in Valkyria Revolution, ma ci sono altri elementi da considerare.

Come in tutti i conflitti, la moralità è un concetto variabile. Il gioco stesso porta il giocatore a chiedersi se è un eroe o un cattivo, e restando in tema di moralità si ripropone il concetto di morte permanente. Può essere infatti tatticamente vantaggioso sacrificare un soldato per il bene del gruppo, ma poi bisogna avere il coraggio di informare i suoi cari.

Valkyria

Anche il combattimento funziona in maniera diversa rispetto a Valkyria Chronicles. In Revolution, il sistema a turni è stato abbandonato in favore di una modalità di combattimento attiva in un campo di battaglia in continua evoluzione. La tattica resta però fondamentale, come pure l’IA della propria squadra, che è personalizzabile. Si può infatti decidere se privilegiare Attacco, Difesa e Supporto a livello globale oppure se specializzare singoli individui nell’uso di incantesimi o armi, così come impostare la scelta dei bersagli primari, per esempio i leader nemici.

Inoltre le armi sono altamente personalizzabili: sono i giocatori a decidere quali potenziare in base al proprio stile di gioco, se per esempio le armi da usare nel corpo a corpo oppure quelle da tiro, che a loro volta spaziano dalla pistola al lanciafiamme.

E, infine, non dimentichiamo che si tratta di una guerra: c’è in gioco il destino di una nazione, oltre a innumerevoli vite. Bisogna costruire una rete di contatti per far funzionare al meglio l’intelligence militare e avere buoni rapporti con i propri compagni può significare uscire vincitore dalla battaglia anziché agonizzare assistendo alla capitolazione della propria patria.

Valkyria Revolution arriverà in America ed Europa nella primavera 2017. Per PS4 sarà disponibile in versione sia “fisica” sia digitale in tutte le regioni, mentre la versione per PS Vita sarà disponibile anch’essa in tutte le regioni, ma solo in formato digitale.

John Hardin

I commenti sono chiusi.

2 Commenti

  • Interessantissimo. Gameplay e meccaniche tutte da valutare, ma parecchio intrigante. A me manca ancora da giocare pure il vecchio capitolo…

  • Ma Valkyria Chronicles non era un titolo pubblicato da SEGA? Forse ricordo male, ma non mi sembrava che fosse della Atlus.
    Comunque positivissimo come al solito l’art style, meno la decisione di allontanarsi parecchio dallo stile dei primi due capitoli. Quel mondo bellico così particolare e originale ha lasciato ora il passo a qualcosa di più banalmente fantasy e “standard”, almeno da quel poco che si può evincere da questo articolo.
    Ad ogni modo direi proprio che il titolo dato al gioco è corretto… trattasi abbastanza di rivoluzione in effetti.