5 dettagli che rendono The Last Guardian unico nel suo genere

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5 dettagli che rendono The Last Guardian unico nel suo genere

Proviamo il gioco e discutiamo insieme a Fumito Ueda del perché l’attesa sia valsa la pena

Sappiamo che lo state aspettando da molto tempo; ma se credete che l’attesa per l’uscita di The Last Guardian sia stata lunga per voi, pensate a quanto lo è stata per il suo direttore creativo Fumito Ueda.

“Ci sono stati momenti in cui ho pensato perfino che questo gioco non avrebbe mai visto la luce” ammette Ueda-san. “Ma c’è un grande senso di liberazione nell’averlo terminato, e sono felice che tutti ora potranno giocarlo. Allo stesso tempo, sto ancora aspettando che la sensazione della conclusione venga assorbita completamente.”

Avendo giocato una buona fetta di The Last Guardian, sono in grado di dirvi che si tratta di un’esperienza che – giustamente – vi richiede di dedicarle tutto il tempo necessario. A causa dell’impazienza a livelli ormai stellari, c’è il rischio che la tentazione di divorarne le avventurose delizie più voracemente di un Trico affamato abbia il sopravvento. Ma, come in un buon romanzo fantasy, l’esperienza sarà più ricca se vi prenderete il tempo per apprezzare la cura che è stata posta in ogni dettaglio.

Tenendo a mente ciò, ecco alcune delle piccole cose che ci fa piacere evidenziare in un mondo nel quale potrete entrare ben presto…

 

The Last Guardian

1) Il cucciolo gigante più adorabile che incontrerete mai

È impossibile non ammirare l’immensa mole di attenzione che è stata spesa sull’aspetto di Trico. La consistenza della sua pelliccia di piume che ondeggia al vento, il modo in cui si piega quando il ragazzo la afferra e la delicata colorazione acquerello saltano immediatamente agli occhi.

I piccoli dettagli contribuiscono a enfatizzare le impressionanti dimensioni di Trico in contrasto con la statura minuta del ragazzo. L’erba si schiaccia sotto le zampe di Trico, e i suoi salti a volte goffi sono spesso accompagnati da un effetto di scuotimento dello schermo che comunica efficacemente la sensazione di peso.

Sono piccole cose che spesso vengono date per scontate, ma un grande lavoro è stato fatto per rendere Trico davvero parte dell’ambiente.

“C’è un’enorme mole di calcoli che fa muovere Trico nel gioco, e questa è stata una delle parti più difficili dello sviluppo”, ci dice Ueda-san. Alcuni livelli erano già stati completati prima che il lavoro su Trico fosse terminato, quindi cercare di mettere a punto i suoi movimenti in aree già esistenti è stato molto difficile.”

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2) Le piccole cose di una grande creatura

Il team di sviluppo è riuscito a compensare brillantemente l’impressionante presenza fisica di Trico con la sua natura gentile e compassionevole, che ti obbliga ad affezionarti a questo morbido cane-gatto-uccello. Puoi accarezzare Trico finché lui non si sdraia a terra e chiude gli occhi, con una vibrazione del controller wireless Dualshock 4 simile alle fusa di un gatto, che dimostra la sua soddisfazione.

Ma come ogni compagno animale intelligente, Trico si distrae e non fa sempre quello che tu vorresti facesse al primo colpo. Se possedete un gatto o un cane sapete perfettamente quanto esilaranti possano essere queste reazioni, quindi persistere è importante.

“Una delle cose sulle quali abbiamo lavorato di più è cercare di rendere i movimenti di Trico il più naturali possibile” dice Ueda-san. “Abbiamo fatto uso dell’animazione procedurale, quindi tutto è controllato da un programma sviluppato da noi.

“Ad esempio, Trico può vedere un oggetto al suolo sul quale non vuole camminare, quindi lo eviterà, oppure la sua IA deciderà di farlo deviare in una particolare direzione.

“Ci sono molti piccoli gesti e movimenti quotidiani eseguiti da Trico che sono belli da vedere, come quando gioca nell’acqua o quando si stiracchia come un gatto. Ma personalmente mi piacerebbe che i giocatori notassero quando Trico decide di girare la testa e osservare diverse cose. È un movimento a volte impercettibile, ma è qualcosa sul quale io e il team abbiamo lavorato molto per renderlo realistico.”

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3) Il ragazzo

Solo perché Trico è la star dello show, non crediate che il nostro protagonista controllabile – il ragazzo senza nome della storia – sia stato trascurato. Ci sono tantissimi piccoli tocchi che ce lo avvicinano come personaggio-giocatore, immergendoci nel suo pericoloso viaggio.

All’inizio del gioco, il ragazzo tatuato è stato abbandonato misteriosamente in fondo a una caverna oscura, senza via d’uscita visibile. Mano a mano che esplora l’area i suoi abiti si sporcano, e la cosa diventa più evidente col passare del tempo. E quando il ragazzo corre e inciampa sul terreno sconnesso, le lunghe cadute (non fatali) lo lasciano zoppicante per un breve periodo di tempo.

Detto questo, alcune delle sue migliori animazioni vengono dalle sue interazioni con Trico. Dalle gentili carezze del ragazzo alla gigantesca creatura, al modo in cui mette le mani a coppa per chiamarlo a voce più alta quando è lontano, ogni momento puoi davvero sentirlo.

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4) L’aiuto è sempre a portata di mano… e di artiglio

Un altro sistema intelligente che ti fa affezionare al ragazzo è l’uso della narrazione, qualcosa che abbiamo già trattato in precedenza. Se resti abbastanza a lungo in una zona, la voce fuori campo del ragazzo (in forma adulta) ti fornisce suggerimenti su cosa fare.

Questo sistema di aiuto discreto si estende anche al comportamento di Trico. A volte ti guida nel luogo dove dovresti andare, o ti offre un suggerimento facendo ripetutamente qualcosa. È una meravigliosa tecnica non verbale che non solo ti aiuta, ma accentua il legame crescente tra i due.

Allo stesso tempo, non temere di correre avanti a Trico se credi di conoscere la strada. Nonostante la sua mole, lui farà del tuo meglio per seguirti. E se non è con te, allora sai che potrebbe essere lui quello che ha bisogno di aiuto…

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5) Natura

The Last Guardian è disseminato di piccoli particolari che puoi apprezzare solo fermandoti un istante e osservando con calma. Le lucertole corrono intorno ai templi, gli uccelli si levano in volo in lontananza, e coloratissime farfalle volano dappertutto.

In effetti, a una domanda specifica sulle farfalle – simbolo dello spirito e della rinascita – Ueda-san ha risposto in modo intrigante.

“Sono molto visuale, quindi avere molte farfalle nel gioco fa parte di un’immagine che avevo in mente per rendere determinate scene più colorite”, spiega. “Ma ci sono diversi altri motivi per la loro presenza. Non lì spiegherò qui; è sempre meglio non spiegare troppo le cose e tenerle aperte all’interpretazione e all’immaginazione del giocatore…”

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I commenti sono chiusi.

4 Commenti

  • dai, ormai ci siamo quasi!!!!!! non vedo l ora di giocarci.

  • Spettacolare la cura maniacale del tutto

  • Ueda-san è un poeta, un artista, non solo un semplice game director. Le emozioni che The Last Guardian sarà in grado di suscitare nei giocatori saranno tutte da gustare nella loro unicità. Capolavoro annunciato. Grazie Sony.

  • ElPochoLavezzi22

    MAGNIFICO IMMENSO SPETTACOLARE CAPOLAVORO ????????????