L’eredità di Fumito Ueda

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L’eredità di Fumito Ueda

Shuhei Yoshida, David Cage e altri luminari esprimono la loro idea su una leggenda dei videogiochi

Con l’avvicinarsi della data di pubblicazione dell’attesissimo The Last Guardian (ebbene sì, è un gioco vero e mancano ormai poche settimane all’uscita!) assistiamo in misura sempre maggiore all’espressione di affetto della community nei confronti delle opere del designer Fumito Ueda.

Ico e Shadow of the Colossus, in particolare, sembrano occupare un posto speciale nel cuore dei fan, per i più svariati motivi. Ci sembrava appropriato quindi, a conclusione di un’attesa decennale, celebrare tutto il lavoro che precede The Last Guardian, con il contributo di pensieri e ricordi di vari personaggi dell’industria videoludica, quindi giocatori come voi. È anche una buona scusa per rilasciare ufficialmente il video-tributo che hanno potuto vedere i partecipanti al Tokyo Game Show

Ico è stato il primo videogioco che ha suscitato il mio interesse per un personaggio comandato dall’IA: Yorda.  Non riuscivo a capire le conversazioni tra i personaggi, solo il comportamento di Yorda che rispondeva ai miei movimenti. Il gioco presentava situazioni che mi facevano percepire Yorda come una persona reale, con pensieri e sentimenti autonomi. Per questo giocare a Ico era un’esperienza davvero speciale, era come se viaggiassi insieme a lei lungo tutta la storia.

Da grande fan di Ueda-san quale sono, sono convinto che i suoi giochi siano speciali per tante persone perché si percepisce chiaramente che sono stati creati unicamente secondo la visione di una persona, senza influenze esterne, dei generi o degli stili in voga in quel periodo.”

– Shuhei Yoshida (presidente di SIE Worldwide Studios

 

“Il Team Ico crea capolavori senza tempo che mi fanno venire in mente uno di quei libri illustrati o di quelle favole a cui si rimane affezionati tutta la vita. Sono un fan sfegatato delle loro fantastiche animazioni.

Anche noi del Team NINJA mettiamo il massimo dell’impegno nel creare un’azione fluida. Le sofisticate animazioni di Ueda-san riescono a darmi un’emozione calda e reale.”

-Fumihiko Yasuda (direttore, Team NINJA)

 

“Quando ho giocato a Ico per la prima volta mi ha colpito l’accuratezza nel trasmettere un’atmosfera di completa solitudine. Il gioco ti fa sentire davvero che puoi contare solo su te stesso in un mondo vastissimo e ostile: non ci sono eserciti che arrivano in aiuto e neanche locande in cui rifugiarsi tra un capitolo e l’altro. Ci siete solo tu e Yorda, una ragazza di cui non si sa niente e che parla una lingua che non conosci, in fuga da un enorme e antico castello.

Quell’atmosfera di desolazione rende certe forme di interazione ancor più significative. Quello che più mi piace in Ico è la modalità di salvataggio: ti metti a sedere su una panchina con Yorda e ti prendi una pausa da tutta l’azione di gioco. È un momento molto emozionante, che lascia spazio alla riflessione su tutto quello che voi due avete vissuto, rafforzando il legame che vi unisce.

In Shadow of the Colossus, la sensazione di dover affrontare qualcosa di impossibile è ancora più intensa per via della presenza dei colossi sempre in agguato. La prima volta che sono riuscito ad abbatterne uno è stato un momento esaltante: non avevo mai affrontato una creatura così tanto più grande di me in un videogioco, figuriamoci sconfiggerne uno. È uno di quei momenti topici in un gioco, e devo ammettere che gli scontri tra Aloy e le macchine in Horizon Zero Dawn devono molto a Shadow of the Colossus.
Credo che i giochi di Ueda-san raccontino storie umane agrodolci che attingono a emozioni coinvolgenti per tutti. Sono capolavori minimalisti, eseguiti con una precisione certosina in tutto il loro insieme, dalle meccaniche di gioco alla narrazione. Se ci aggiungiamo anche un’evidente maestria nella grafica, nelle animazioni e nella musica, è facile capire perché siano diventati dei classici senza tempo”.

-Hermen Hulst (managing director, Guerrilla Games)

 

The Last Guardian

“Ciò che amo di più dei giochi del Team Ico è quella sensazione unica di narrazione e poesia. Raccontano delle storie uniche senza dialoghi, eppure il giocatore coglie il senso della storia, capisce i personaggi e ci si affeziona.

Il ragazzino con le corna in Ico è un ottimo esempio di personaggio affascinante creato con mezzi molto semplici. Il modo di raccontare di Ueda-san è molto elegante e fine, parla direttamente al cuore dei giocatori, una cosa molto difficile da realizzare. Pochi altri giochi riescono a regalare la sua poesia.

Ci sono dei momenti particolari che adoro nei giochi del Team Ico, in particolare il finale di entrambi, ma non vogliono rovinare la sorpresa a nessuno. Mi ricordo che ero incollato davanti al televisore completamente stupefatto da questi finali, così intelligenti, commoventi, sorprendenti e allo stesso tempo così azzeccati. Tutti e due i giochi sono comunque pieni di questi incredibili momenti, dalla scoperta del tuo cavallo a questa incredibile sensazione che si prova ad arrampicarsi sulle spalle di un colosso. Questi giochi ti fanno tornare bambino e questo è già un miracolo di per sé.

Pochissimi creatori hanno il dono straordinario di rendere speciale e unico tutto quello che toccano. Ueda-san è sicuramente uno di loro. La sua opera è stata fondamentale in molti modi e rimane ancora un’importante fonte d’ispirazione.”

-David Cage (direttore, Quantic Dream)

 

“Non vedo l’ora di sedermi sul divano, spegnere le luci, mettere il volume al massimo e far partire il gioco sul mio schermo. Ico è una delle mie esperienze di gioco preferita, così delicato eppure implacabile, così bello eppure tetro! Mi piacciono da morire i mondi fantastici che hanno creato e non vedo l’ora di scoprire quali metafore ed emozioni vada a esplorare questa storia riguardante un rito di passaggio. È molto difficile cogliere nel segno. Praticamente non vedo l’ora di scoprire tutto.

Il Team Ico ci ha raccontato bellissime esperienze riguardanti i riti di passaggio e gliene sono davvero grato. Sono contento che alcuni di loro siano rimasti insieme per regalarci The Last Guardian, e con Ueda-san al timone sono sicuro che si tratterà di una sorpresa speciale! So già che fin dal primo giorno sarò sul divano e fuggirò dalla realtà per immergermi nel loro mondo. Posso solo immaginare cosa provano i membri del team, ora che il gioco sta per uscire dopo tutto questo tempo e tutto l’impegno che ci hanno messo, quindi auguro a tutti loro di festeggiare alla grande questa uscita.”

-Siobhan Reddy (direttore, Media Molecule)

 

E per voi cosa significano Ico e Shadow of the Colossus? Avete un ricordo particolare della vostra esperienza con uno dei due giochi? Fatecelo sapere nei commenti!

The Last Guardian

I commenti sono chiusi.

5 Commenti

  • Ico e’ un (il) gioco “ambient” uno dei giochi piu’ tranquilli e pacifici che abbia mai giocato. Ce lo vedrei benissimo con le musiche di Harold Budd e Brian Eno. Non ti mette fretta, ti suggerisce invece: mettiti comodo e goditi il panorama. Sono pochi i giochi che mi hanno dato questa sensazione. La mia risposta a “qual’e’ il tuo gioco preferito?” e’ sempre la stessa: Ico.

    • Yakiro_Matsui

      Una delle cose che mi dà fastidio nel platino di ICO e doverlo terminare in meno di 2 ore che stride con quanto hai detto ovvero che è un gioco che ti invita a godertelo il più lentamente possibile.
      Piuttosto avrei preferito un trofeo che chiedesse di esplorare ogni singolo centimetro quadrato del gioco XD.

    • Non avrei mai pensato ad una definizione ambient per Ico, complimenti. In ogni caso già la colonna sonora originale fa il suo dovere in termini di wallpaper music; Heal, ad esempio, è una delle composizioni ambient più belle che abbia mai ascoltato.
      Non mi era ancora capitato di trovare un appassionato di videogiochi addentro a questa musica, ti aggiungo!

  • Yakiro_Matsui

    Se dopo 15 anni ricordo ancora alcuni momenti di quando giocavo a ICO e la maestosità dei suoi paesaggi, e lo stesso per Shadow of the colossus e il fascino di quei giganti da scalare significa che questi due giochi hanno davvero un fascino unico che davvero va oltre il videogioco.

    Pur avendoli gratis nel plus resisto al fascino di rigiocarli perchè ho paura che quella magia si rompa come spesso accade quando riprendi qualcosa che ti è piaciuto in passato.
    Ma la tentazione è sempre forte.

  • Devo ammettere di non aver mai giocato né a Ico né a Shadow of the Colossus (chiedo venia). Non so nemmeno io esattamente il perché… come stile di gioco sono entrambi abbastanza affini ai miei gusti in effetti.
    Forse non è mai scattata quella scintilla che invece è immediatamente scoppiata con The Last Guardian… quello sì che è un gioco che vorrei tanto provare.