Everybody’s Gone to the Rapture per PS4 – Le prime informazioni

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Everybody’s Gone to the Rapture per PS4 – Le prime informazioni

Ciao, siamo Dan e Jessica, co-direttori di The Chinese Room. La nostra azienda ha sede a Brighton, sulla costa meridionale del Regno Unito. Lo scorso anno abbiamo realizzato un gioco per PC chiamato Dear Esther, che combinava esplorazione in prima persona con una trama sempre in primo piano e fitta di mistero. Si trattava di un titolo basato principalmente sulle emozioni e sul coinvolgimento del giocatore piuttosto che su un’azione di gioco complessa, che sostituiva ritmi concitati con una vena poetica e una produzione di qualità sotto ogni punto di vista (musica, impianto artistico, sceneggiatura, voce narrante).

È stato uno dei titoli indipendenti di maggiore successo del 2012, che ha ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali e ha venduto oltre 750.000 copie. La domanda che ci siamo posti era come poter realizzare un titolo che, dopo il successo del precedente, non deludesse le attese.

Everybody’s Gone to the Rapture, il nostro nuovo titolo, è il tentativo di rispondere a questa domanda. Vi raccontiamo come.

Proprio come Dear Esther, questo nuovo progetto è incentrato sulla trama. Utilizza un’azione di gioco semplice, basata sull’esplorazione in prima persona, che lo rende adatto anche a chi non ha molta esperienza in fatto di videogiochi. Ma ciò non deve trarre in inganno: si tratta di un titolo profondo e coinvolgente.

Tutto ruota intorno alla fine del mondo. Nel gioco vestirete i panni di uno scienziato che, intrappolato nell’attimo in cui si verifica l’apocalisse, deve scoprire cosa è successo. Per riuscire nella vostra missione dovrete esplorare un vasto ambiente aperto e interagire con gli oggetti, i luoghi e le persone in cui vi imbatterete e sbloccare gradualmente i pezzi che vi consentiranno di ricomporre la storia.

Avrete inoltre la possibilità di fare una cosa davvero interessante che renderà il gioco unico e vi consentirà di esplorare la storia in un modo possibile solo in un gioco, ma per ora non vogliamo svelare altro. Offriremo maggiori informazioni a tempo debito, ma si tratta di un elemento che ci rende davvero entusiasti e per ora non possiamo aggiungere altro.

Quando abbiamo iniziato a sviluppare Everybody’s Gone to the Rapture, sapevamo di voler creare un titolo per console.

Sapevamo anche che Sony era impegnata a promuovere attivamente titoli indipendenti e sperimentali e speravamo che la nostra idea potesse interessare l’azienda. Con una mossa decisamente avventata e senza avere un piano alternativo, ci siamo presentati presso Sony Santa Monica con un prototipo. Stavano per lanciare Journey e Unfinished Swan e pensavamo che avremmo avuto molte cose in comune con loro in termini di idee relative a storia, azione di gioco ed esperienza del giocatore.

Cosa potete aspettarvi? Vi garantiamo che Everybody’s Gone to the Rapture sarà un gioco intenso, profondo, estremamente coinvolgente e incentrato sul viaggio emozionale del giocatore nel mondo. Sarà caratterizzato da uno svolgimento non lineare e da un ambiente dinamico e pensato per situazioni diverse; sarà la vostra storia, un’esperienza individuale che si differenzierà da tanti altri titoli incentrati sulla trama per creare qualcosa su cui il giocatore avrà un impatto tangibile.

Il nostro team include sviluppatori capaci, molti dei quali sono stati impegnati nella produzione di alcuni dei titoli migliori realizzati nel Regno Unito negli ultimi anni. In qualità di direttori, ci entusiasma vedere il talento e l’esperienza del team e, soprattutto, ci dà la certezza che stiamo realizzando un titolo davvero fantastico.

Presenteremo il team sul blog dello studio all’indirizzo www.thechineseroom.co.uk/blog nelle prossime settimane, quando il gioco sarà nel pieno della produzione, e condivideremo altre informazioni qui man mano che lo sviluppo del progetto prosegue. Per il momento vi salutiamo dicendovi che siamo elettrizzati di essere qui e di realizzare questo titolo per voi. Il divertimento sarà assicurato.

I commenti sono chiusi.

1 Commento

  • Onestamente non ho mai sentito parlare né del team, né del loro Dear Esther… forse proprio perché rimasto confinato su PC. Ad ogni modo questo progetto sembra interessante, con un concept di gioco intrigante e che sembra andare ben oltre i soliti giochi in cui la fine del mondo viene usata a mò di scusa per fare carneficine varie. L’unica cosa che mi sento di suggerire è di cambiare il titolo del gioco… troppo lungo e di difficile memorizzazione, imho.