Never ending story

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Ricordo il 1994 soprattutto per il mondiale perso ai rigori contro il Brasile di Romario, mentre Baggio mandava alle stelle quel maledettissimo rigore, dal Giappone, arrivava la voce che dei piccoli genietti chiusi nelle loro stanze stavano per rivoluzionare il mondo dei videogiochi e delle console, noi “poveri” europei avremmo dovuto aspettare quasi un anno per poter mettere mano sulla prima PlayStation. Nei primi mesi del ’99, la popolazione di Play-dipendenti tocca quota 50 milioni. La marcia continua, due anni dopo, a distanza di pochi mesi dall’uscita della PsOne, la Playstation 2 fa il suo esordio nelle case di milioni di ludoamatori e non solo, stravolgendo nuovamente questo mondo. Le abitudini cambiano, se voglio andare in vacanza e non voglio portarmi la televisione, come faccio? Se volessi fare un gol a PES o a FIFA e poi correre in mezzo a un prato per festeggiare, come faccio? Per il suo decimo compleanno Sony si fa un regalo, nasce la PSP e il problema viene risolto! Così, mentre aspettiamo impazienti l’uscita della PS3, mi piacerebbe ascoltare la vostra voce, quella dei veri protagonisti, le emozioni e i ricordi che vi hanno accompagnato in questi 12 anni.

Il primo a raccontarci qualcosa è Oneforthepot: "Ma parliamo di cose serie. Ieri l’altro ho avuto il mio primo incontro ravvicinato con una Play Station. Una partita a Fifa 06. Parigi, Parco dei Principi, sotto la pioggia. La mia squadra il Brasile (ma solo perché l’Olanda non era disponibile), con Ronaldo in tribuna. Di fronte, l’Italia, guidata da un ragazzino di dodici anni.
Ho vinto. 3 a 1 dopo i rigori. I tempi regolamentari finiti sull’1 a 1. Lo ammetto: sono rimasto folgorato…”.

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