
Team Beef e Flat2VR svela perché PS VR2 permette alla Brutal Edition di raggiungere un’intensità superiore
Tra pochi giorni Wrath: Aeon of Ruin VR – Brutal Edition arriva su PlayStation VR2. In previsione del lancio di questa settimana volevamo offrire ai giocatori PS VR2 uno sguardo ravvicinato a cosa implica veramente questo progetto, cosa rende la Brutal Edition diversa e perché questa versione di Wrath sembra essere così a casa su PlayStation. Oggi arriva anche il nostro nuovo trailer di gameplay, rendendolo il momento giusto per mettere piede nel Vecchio Mondo prima che la caccia abbia inizio.
Wrath discende direttamente dagli sparatutto classici. È stato ideato con la stessa linea di motori Quake che hanno giocato un ruolo importante nella formazione di Team Beef, il che lo ha reso un progetto perfetto per loro sin dall’inizio. La velocità c’era. La struttura classica pure. Da quel punto di vista, ci sembra ideale che Wrath sia diventato il primo gioco VR con una licenza ufficiale di Team Beef, dato che ha esattamente lo stesso DNA sparatutto che ha caratterizzato una così larga parte del loro operato. Tuttavia, ciò che è emerso da quella base lo porta a essere già ben altro rispetto a un adattamento VR diretto.
Perché questa è la Brutal Edition
Questo non è solo un port di un gioco esistente. Prima che Team Beef potesse veramente adattare Wrath alla VR, ha dovuto aggiustare e affinare la versione che ha ereditato, per poi basandosi sulle cose che la VR fa meglio: velocità, fisicità, pressione e presenza. Ecco cosa significa la Brutal Edition. Wrath non è stato solo trasportato in un visore, ma è stato affinato, nuovamente bilanciato e ricostruito finché non sembrava appartenere lì sin dall’inizio.
In pratica, molto è attribuibile allo stato attuale dei movimenti e dei combattimenti nel gioco. Wrath è basato sull’impeto e la Brutal Edition vi fa più affidamento che mai. Una nuova meccanica di scivolamento vi permette di rimanere abbassati e aggressivi senza farvi perdere velocità. Lo scatto con la lama è stato trasformato in una tattica di combattimento vera e propria, permettendovi di eliminare file, riposizionarvi sotto pressione e rimanere all’attacco invece di trattare il movimento come una pausa tra i combattimenti. Brandire due armi allo stesso tempo è una parte importante del ritmo, offrendo ai giocatori un controllo maggiore, rinculo ridotto e accesso a proiettili alternativi quando conta. Le ricariche con un movimento del polso mantengono il ritmo intatto in modo che l’azione non perda mai la carica.
Il resto dell’esperienza è stato ricostruito con la stessa filosofia. Gli artefatti non sono più semplici input sullo schermo. Sono oggetti fisici da lanciare, rompere, dislocare e usare sotto pressione. L’IU è stata spostata sulla mano. Il diario ora è un libro fisico da portarsi sulle spalle e da navigare all’interno del mondo. Ora lo Shepherd parla, offrendo al mondo più presenza e atmosfera. Il sangue, la violenza e l’impatto sono stati tutti intensificati nettamente, dato che l’intento qui non è mai stato di andare per il sottile. Anche nuove aggiunte come slow motion e il sistema di navigazione con waypoint servono tutti alla stessa cosa: rendere Wrath più rapido, chiaro, tattile e violento in VR.
Perché PS VR2 è il modo migliore per giocarci
Se la Brutal Edition è la versione definitiva di Wrath, allora su PS VR2 è dove la brutalità raggiunge l’ennesima potenza.
Inizia con la performance. Wrath è un gioco rapido, pieno di pressione della folla, movimenti violenti e reazioni immediate, quindi la performance nativa pulita non è opzionale. Su PS VR2 ha un fluido refresh rate nativo di 90Hz, con foveated rendering dinamico con tracciatura oculare che aiuta a rendere quel frame rate possibile e super-sampling integrato che mantiene l’immagine estremamente nitida. Ne risulta combattimento che rimane leggibile e immediato, anche quando i combattimenti si trasformano in un turbine di proiettili, scatti e caos ravvicinato.
Poi c’è anche la sensazione data da Wrath nelle vostre mani. I grilletti adattivi donano a ogni colpo maggiore tensione meccanica, rendendo ogni arma più simile al tirare un vero grilletto. Il fine feedback aptico HD nei controller DualSense va persino oltre. Ogni pistola ha una propria sensazione e pattern, che dona all’arsenale un’identità più forte non appena scegliete un’arma. Il feedback aptico qui è di un livello completamente nuovo e in uno sparatutto così fisico questo conta. La vibrazione del visore aggiunge al feedback corporeo, facendo sembrare ogni scambio ravvicinato più pesante e presente.
Inoltre, PS VR2 dona a Wrath il tipo di schermo che si merita. Questo è un mondo di cieli scuri, pietre rovinate, ombre profonde e atmosfera decadente. Gli elementi visivi OLED HDR danno a quegli spazi il contrasto e la profondità di cui hanno bisogno, rendendo il Vecchio Mondo ancora più scuro e oppressivo. Il suono conta altrettanto. Wrath usa audio 3D altamente immersivo, alimentato dal Tempest 3D AudioTech di Sony, per far sembrare che le minacce si avvicinino da tutte le direzioni. In un gioco dove la consapevolezza può fare la differenza tra controllare una stanza ed esserne ingoiati, quel tipo di suono spaziale non è solo atmosferico, ma serve alla sopravvivenza. E dato che questa è PlayStation, la Brutal Edition include una serie completa di trofei con un trofeo platino per i giocatori che vogliono arrivare fino alla fine della caccia.
Wrath: Aeon of Ruin VR – Brutal Edition arriva su PS VR2 il 9 aprile, il che significa che è quasi arrivata la vostra ora. Tra pochi giorni metterete piede in un mondo che non rallenta per voi, dove l’aria cambia il momento in cui inizia un combattimento e ogni stanza può diventare ostile in un batter d’occhio. Il Vecchio Mondo è crudele, rapido e ottimo per prosciugare la vita di coloro che non sono preparati. Se sembra il tipo di pressione che fa al caso vostro, non dovrete aspettare ancora a lungo.









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